Meraviglie dalla Puglia: le Grotte di Castellana

Scrivo della mia terra per la prima volta e non vedevo l’ora di farlo. Comincio con un luogo che ho visitato per la prima volta alla tenera età di 7 anni, ma che riesce a sorprendermi, come allora, ogni volta che ritorno.

Quest’anno l’occasione si è presentata casualmente e l’ho colta al volo. Le visite non programmate sono ancora più belle, perché non te le aspetti e ti regalano sensazioni più spontanee e genuine. Soprattutto al giorno d’oggi, abituati a programmare qualsiasi cosa per far combaciare vita privata e lavorativa, le piccole gite improvvisate sono come pillole di sana felicità.

Il 1° Settembre, percorrendo le campagne delle Murge, insieme ad alcuni amici abbiamo improvvisato una visita alle Grotte di Castellana. A 40 Km dal capoluogo pugliese, le grotte sono facilmente raggiungibili in macchina o in treno, grazie ai collegamenti delle FSE (Ferrovie Sud Est). Distano poco più di un’ora da Bari e poco più di 2 ore da Lecce, per questo sono una delle mete più ambite per chi sosta in qualsiasi zona della Puglia.

Ingresso pedonale che conduce alle Grotte, tramite una scalinata.

LE GROTTE E IL PERCORSO

Le Grotte di Castellana sono un complesso di grotte sotterranee di origine carsica. Il percorso totale è caratterizzato da un sentiero di 3 Km (A/R), che si snoda lungo numerose grotte dalle forme e dai colori diversi. La visita parte dalla grotta più grande, la Grave, a 60 m sottoterra, e termina nello stesso punto. La Grave è l’unica grotta comunicante con l’esterno, tramite una cavità circolare.  Tuttavia l’accesso alle grotte avviene da una scalinata costruita successivamente, mentre termina con l’utilizzo di ascensori.

La cavità naturale da cui la Grave comunica con l’esterno.

Per una migliore conservazione di queste grotte e dei suoi microorganismi, è consentito fotografare solo in questa prima area. Per fortuna il sito web ufficiale ha un’intera galleria dedicata a foto e video per chi vuole rivedere le grotte più interessanti e profonde.

Il cammino è un viaggio a piedi e con la fantasia. In ogni cavità le rocce delineano forme strane che ognuno di noi può ricondurre al ricordo di un animale o di un’architettura. Proprio per questo alcune stalattiti e stalagmiti hanno preso nomi come: la Civetta, la Torre di Pisa, il Dromedario. Quest’ultima è quella più caratteristica perché la forma del Dromedario è resa ancora più palese dall’ombra delle rocce lungo la parete retrostante, che ricorda appunto questo animale.

Alcune rocce illuminate dalla luce esterna, nella Grotta Grave.

Le formazioni rocciose non sono tutte uguali, oltre alla forma hanno anche colorazioni diverse. Ad esempio, il colore verde di muschi ed alghe è presente solo nella Grave, grazie alla vicinanza delle pietre alla luce naturale che proviene dall’esterno. Non mancano, nelle cavità più profonde, colori che vanno dal blu al rosso, dovuti alla presenza di alcune componenti, come minerali ferrosi. Alcuni tratti sono caratterizzati da rocce che lasciano trasparire la luce.

Tra una grotta e l’altra si passa attraverso corridoi più o meno stretti, che prendono nomi come: Corridoio del Deserto (detto anche Grand Canyon Sotterraneo), Corridoio del Serpente.

L’ultima tappa del percorso è la bellissima Grotta Bianca, chiamata così per il candore delle rocce e per la luce emanata dai minerali. In questo punto si raggiungono i 72 m sottoterra, anche se le grotte finora percorse dagli speleologi raggiungono i 122 m sottoterra.

Stalattiti e Stalagmiti. Unendosi formano le Colonne.

Giunti nell’ultima grotta, scoperta in tempi più recenti, si ritorna indietro ripercorrendo la strada al contrario. Questa cosa potrebbe un po’ scoraggiare all’inizio, ma è sorprendente vedere come il paesaggio che si apre davanti è totalmente nuovo e diverso dal precedente. Ripercorrere le grotte al contrario non è noioso, come si potrebbe pensare, anzi è suggestivo e nuovamente meraviglioso.

QUANDO VISITARE LE GROTTE

Il sito delle Grotte è aperto tutto l’anno, consultando gli orari che possono cambiare a seconda della stagione. L’escursione è fattibile in qualsiasi periodo dell’anno, per la natura delle grotte, che le rendono un ambiente sì umido, ma mai troppo freddo o caldo. La temperatura si aggira intorno ai 16,5°C.

L’interesse di questo sito non è solo turistico, ma anche speleologico. Per gli appassionati di storia naturale, alla visita è possibile aggiungere l’ingresso presso il museo speleologico.

La visita delle sole grotte ha una durata di 2h percorrendo 3 Km tra andata e ritorno. Ma è possibile fare un percorso più breve, di circa 50 minuti per un totale di 1 Km, che non include l’ultimo tratto fino alla Grotta Bianca.

LE GROTTE, UN LUOGO UNICO DA SCOPRIRE

Visitare delle grotte sotterranee, qualsiasi esse siano, è una delle esperienze più belle da fare a contatto con la natura. Le Grotte di Castellana ne sono un esempio, grazie anche alla presenza di guide specializzate che accompagnano i visitatori in questo percorso ricco di aneddoti storici.

La Grave, questa voragine nel vuoto sotterraneo, fu creata in tempi lontani dal passaggio dell’acqua, così come la formazione di tutto il terreno sottostante. Fino alla fine degli anni 30 del secolo scorso, veniva chiamata Bocca dell’Inferno, dai cittadini di Castellana, ma solo nel 1938 qualcuno decise di ispezionare la cavità, scendendo da quella voragine.

La Bocca dell’Inferno vista dalla Grave.

L’origine di queste formazioni è affascinante tanto quanto la stessa visita, proprio perché le grotte si trovano sull’altopiano calcareo delle Murge creatosi intorno a 90 milioni di anni fa. Il passaggio delle acque ha creato questi passaggi sotterranei che oggi è possibile visitare, dando vita anche a piccoli canyon e laghetti sotterranei. Con il tempo, l’acqua creata dall’umidità di queste grotte ha dato vita alla formazione di stalattiti (rocce che pendono dall’alto) e stalagmiti (rocce che emergono dal terreno), che hanno un’evoluzione veramente impressionante: crescono di circa 1 cm nell’arco di 50 anni. La natura si rivela ancora una volta qualcosa di straordinario.

Un altro scorcio della Grave.

Visitare le grotte, quelle di Castellana così come altre, è un’esperienza che ci connette con la nostra Terra. E’ come entrare nel suo cuore, percependone l’immensità attraverso piccoli e semplici dettagli: la caduta leggera di una goccia d’acqua, il ritmo generato dal suo scorrere su una roccia, un laghetto di acqua limpida che resta ferma e impassibile come una lastra di vetro, grazie all’assenza del vento e soprattutto dell’attività dell’uomo. 

Il mio pensiero, alla fine di questa ennesima visita nella “mia terra” è che siamo ospiti di questo splendido Pianeta e la natura dovrebbe essere ammirata e contemplata, protetta e custodita. 

E voi avete mai visitato delle grotte sotterranee? Leggi anche l’articolo sulla Cantabria, la splendida regione spagnola, immersa nella natura, al confine con la Francia. Anche qui ho visitato le grotte El Soplao.

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