LABIRINTO DELLA MASONE. Natura e Cultura si incontrano.

Da sempre amo perdermi nelle vie dei luoghi che visito, ma finora non avevo mai pensato di perdermi in un vero labirinto. Grazie ad un passaparola ho scoperto con sorpresa che quello più grande al mondo si trova proprio in Italia, in provincia di Parma: è il Labirinto della Masone.

Si raggiunge in macchina dopo aver guidato per lunghe strade di campagna, passando per affascinanti casolari abbandonati e incontrando insegne stradali con dei nomi dall’aria fiabesca: Fontanellato, ad esempio, è il paese che ospita il labirinto.

Si estende per 7 ettari di terreno interamente abitati da circa 20 specie di piante di bambù. E la particolarità di questa esperienza è proprio la distesa delle piante che, con la loro crescita molto veloce, cambiano il paesaggio a distanza di una stagione. Un singolo stelo di bambù può crescere fino a 4 metri in poco più di 2 mesi, permettendo ai giardinieri del labirinto di intervenire molto spesso sulle mura. Per questi motivi, nel corso del tragitto che si sceglie di seguire, si trovano spesso siepi potate a zero o in corso di potatura.

I bambù avvolgono i visitatori durante la passeggiata, inondano la vista con i loro colori dal verde molto intenso al giallo senape. Alcune specie si inarcano in altezza fino a creare, a tratti, delle “piccole grotte” verdi, nascondendo la vista del cielo.

Il progetto del labirinto, iniziato nel 2005, fu inaugurato nel 2015, permettendo nel tempo un incontro tra natura e cultura.

Il suo ideatore, Franco Maria Ricci, decise di inserirlo in un progetto molto più grande, costruendolo affianco al palazzo che ospita le sue collezioni raccolte in circa 50 anni di attività come editore.

Oggi questo splendido contesto viene gestito dalla fondazione FMR che, con un ingresso di 18 euro dà la possibilità di accedere ad entrambe le visite.

L’editore e grafico ha spesso raccontato: “Da bambino amavo i labirinti. Poi si sono sedimentati e, a un certo momento, sono tornati fuori”.

La sua idea nacque negli anni ’80 dall’influenza dell’autore argentino Jorge Luis Borges, che nelle sue opere ha dato particolare rilievo ai labirinti. Nei primi anni 2000 invece il progetto si concretizza, grazie all’amicizia con gli architetti Dutto e Bontempi.

L’ispirazione per il perimetro del labirinto nasce da 2 mosaici romani. Alla fine del percorso, chi riesce ad uscire, raggiunge una struttura di mattoni rossi a forma di piramide. La struttura a punta riprende il disegno spigoloso del perimetro a forma di stella ad 8 punte.

La collezione invece è una raccolta di testi molto particolari, pubblicati dalla Casa Editrice Franco Maria Ricci, fondata a Parma nel 1965. L’editore, dopo essersi distinto come grafico, progettando marchi, manifesti e pubblicazioni, si dedicò allo studio di alcune opere, specializzandosi nella creazione di volumi estremamente ricercati.

Tra le pubblicazioni più particolari si trova il Codex Seraphinianus di Luigi Serafini, di cui sono custodite le tavole originali.

Visitare l’ala del museo dedicata a questo libro è come viaggiare in un mondo parallelo. L’impostazione del libro è enciclopedica, con testi introduttivi, didascalie ed illustrazioni. La lingua con cui è scritto è inesistente, ma graziosa, e alle classiche rappresentazioni di natura zoologica, botanica, minerale, si trovano illustrazioni di metamorfosi bizzarre. Non mancano anche raffigurazioni di architetture surreali e ironiche, che trascinano qualsiasi occhio curioso in una visita fantasiosa.

Il fil rouge di questo breve viaggio è stato vagare senza una meta, seguendo istinto e immaginazione. Così mi sono persa in un labirinto vero, fatto di mura alte e mete invisibili, e ho continuato a perdermi in un labirinto di immaginazione, tra scaffali alti e pagine da sfogliare, dove alla fine ogni fantasia è diventata visibile.

“Non c’è bisogno di costruire un labirinto quando l’intero universo è un labirinto”.
(Jorge Luis Borges)

 

1 pensiero su “LABIRINTO DELLA MASONE. Natura e Cultura si incontrano.

  1. L’idea del labirinto mi affascina e nello stesso tempo mi angoscia….Vorrei trovarmi li per decidere all’istante se spingermi a visitarlo….

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