Sul Monte Moria, tra relax ed escursioni

Ricordate le avventurose riprese nelle foreste della fiction Italiana “La Freccia Nera”?
Qualche giorno fa mi trovavo nei boschi dove furono ambientate alcune scene. Mi entusiasma sempre tanto scoprire queste piccole curiosità sui posti che visito. Altre volte invece sono le storie che vedo e ascolto ad ispirare alcuni viaggi.

La zona boschiva a cui faccio riferimento è comunemente nota come Monte Moria e si estende per più di 1000 ettari tra i comuni di Morfasso e di Lugnano, in provincia di Piacenza.
Dai cartelli escursionistici ho appreso che si tratta di un Parco Provinciale, gestito attualmente da un Consorzio privato che ne tutela gli interventi a sostegno, insieme agli Enti Locali. La zona è davvero ben curata, con chiare segnalazioni sulle aree meno sicure e quelle dove invece si può sostare. Proprio qui trovate panche, tavoli in legno, cestini per i rifiuti. Gli arbusti sono abbastanza vicini e stabili da ospitare un’amaca.

Quest’anno, con un gruppo di amici, abbiamo scelto quest’area naturalistica per festeggiare la Pasqua, anticipando così il tradizionale pic nic di Pasquetta.

Raggiungere questi luoghi lontani dal caos e dai rumori dei centri abitati è uno dei modi più efficaci per rilassarsi veramente. Qui infatti i telefoni non prendono bene (noi ad esempio ci siamo attrezzati con i walkie talkie) e si stacca veramente la spina dalla realtà digitale e consumistica in cui viviamo.

Per gli appassionati sketchers, questo è il luogo ideale per disegnare e dipingere. L’aria fresca e leggera, il cinguettio degli uccelli e le infinite sfumature di colori, completano l’atmosfera perfetta per annotare le proprie idee in un taccuino.

IL POSTO IDEALE PER RACCOGLIERE CASTAGNE E FARE ESCURSIONISMO

A dire il vero avevo già visitato questo Parco Provinciale. Ci ero stata per la  raccolta delle castagne, tra i mesi di Ottobre e Novembre scorsi.

La bellezza di questi paesaggi boschivi risiede nel loro cambiamento, di colori, forme ed odori, da una stagione ad un’altra.

In autunno le foglie secche coprono totalmente i sentieri tracciati, con un tappeto multicolore che emana l’odore della pioggia. La foschia non aiuta ad ammirare il panorama.

In piena primavera ho apprezzato le infinite sfumature di verde ed è stato molto più semplice avventurarmi per i sentieri, ammirando così le montagne adiacenti, una volta arrivata in cima. La fioritura delle piante contribuisce ad apprezzare profumi diversi.

Le vie escursionistiche sono varie, non solo per i sentieri da seguire, ma anche per il tipo di escursione. Oltre ai classici percorsi a piedi, la zona offre grandi opportunità avventurose anche per MTB.

I principali percorsi partono da Lugagnano e da Rustigazzo e a seconda del tempo a disposizione si possono scegliere i sentieri da seguire. I punti da tenere sottocchio sono il Monte Moria, il Monte Croce dei Segni, la diga di Mignano.

Per i visitatori che arrivano da lontano e si trattengono per più tempo, c’è un rifugio che ospita fino a 25 persone ed è dotato di una zona per la ristorazione.

UN’INTERESSANTE VARIETA’ DI FLORA E FAUNA

La varietà boschiva del parco, pari ai ¾ dell’intera superficie, vanta una significativa presenza di castagneti. Non mancano esemplari centenari dalle forme strane ed originali, perfette da fermare sul foglio del vostro taccuino.
Nelle zone dove la vegetazione è più bassa, si trovano ginestre e ginepri, mentre una parte del parco presenta un’ampia distesa di faggi e altre minoranze di alberi.
Alcune zone sono invece sempreverdi grazie alla presenza del pino silvestre e dell’abete. Il sottobosco è ricco di funghi, e qualche fiore come gigli ed orchidee.
Anche la fauna è molto variegata e sebbene io abbia visto solo un piccolo cinghiale e qualche picchio, sui cartelli escursionistici è indicata la presenza di molte specie tra cui volpi, tassi, daini, scoiattoli.

UN LUOGO DA VISITARE TUTTO L’ANNO

In autunno per la raccolta delle castagne, in primavera per pic nic ed escursioni. Questo polmone verde del nord Italia è una meta adatta a qualsiasi stagione dell’anno.

Ad Agosto c’è la Sagra di San Rocco, un appuntamento ormai storico che si tiene il 15 e il 16 del mese. La Sagra permette ai visitatori di entrare a contatto con la natura del luogo, grazie alla promozione degli itinerari naturalistici. Non mancano le rassegne musicali, e le classiche bancarelle gastronomiche dove degustare la cucina tipica piacentina (io consiglio i pisarei e fasö e tutti i salumi locali).

Nei paraggi ci sono poi numerose cantine dove degustare e acquistare prodotti tipici. Ogni volta che passo da queste zone, approfitto per assaggiare il Gutturnio, un vino tipico, molto forte e perfetto con tutti i piatti locali.

Non ho toccato il telefono per tutta la giornata. Mi sono bastati la compagnia giusta, il mio immancabile taccuino, la macchina fotografica e tutto ciò che la natura ha da offrire: infinite sfumature dello stesso colore e silenzi che fanno rumore, ma che ogni tanto vale la pena ascoltare.

Se siete appassionati di escursionismo vi segnalo il sito ufficiale del Parco, dove troverete ottimi suggerimenti sui percorsi da fare a piedi o in bici.

Se invece siete curiosi di conoscere altri luoghi nelle zone di Piacenza e Parma, vi rimando ai miei articoli sul Borgo di Castell’Arquato e la visita al Labirinto della Masone.

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