8 cose da fare in viaggio, per rendere l’esperienza autentica

Per la maggior parte della gente, il tempo dedicato ai viaggi è molto limitato. La vita lavorativa d’ufficio, che ci tiene incollati alla sedia per la maggior parte della settimana, non ci permette di lasciare casa per troppi giorni. Io ad esempio viaggio spesso nei week end, lascio la scrivania come una fuggitiva nel pomeriggio di venerdì, raggiungo velocemente aeroporti o stazioni e mi tuffo in una nuova realtà per pochissime ore. Per un paio di giorni respiro aria nuova e il lunedì ricomincia la solita vita.

A volte ho preso aerei alle 4 del mattino di lunedì e ho raggiunto l’ufficio direttamente dall’aeroporto. Credo che sia un’esperienza da fare almeno una volta nella vita, vi assicuro che comincerete la settimana con un’aria più rilassata e darete una nuova lettura ai “classici problemi” da ufficio. Il mio concetto di viaggio non è mai stato quello di evasione, da una vita stressante, quando di invasione, di nuovi stimoli. 

Cabo de Roca, Portogallo. Agosto 2017

Il tempo non dovrebbe porre limiti alle nostre esperienze; basta saperlo sfruttare individuando le attività più autentiche da fare per immergerci nella nuova cultura.

Quella che vi propongo qui è la mia personale lista delle 8 attività da fare in viaggio, che si tratti di un week end o di intere settimane.

1 – UN GIRO PER I MERCATI LOCALI

Il mercato è forse il posto più autentico di ogni luogo che visitiamo. Proprio qui abbiamo la possibilità di assaggiare prodotti tipici, trovare artigianato del posto e osservare le abitudini locali. Nei mercati è facile imbattersi in artisti di strada, ballerini e musicisti.

I mercati coperti poi sono l’alternativa migliore ai più blasonati centri commerciali, durante le giornate di pioggia.

Prima di un nuovo viaggio, faccio sempre una ricerca dettagliata sui mercati rionali, augurandomi di trovarne qualcuno proprio sotto l’alloggio. Ricordo sempre con piacere i miei giorni a Siviglia, dove ho alloggiato in un quartiere nella periferia della città. La mattina dell’ultimo giorno, quando con le mie amiche dovevamo lasciare la città, siamo uscite per strada e ad accoglierci c’era un bellissimo mercato vintage. Quello fu l’ultimo saluto alla città.

Insegna di un mercato coperto. Siviglia, Agosto 2017

2 – UNA PASSEGGIATA NELLE PERIFERIE

Le periferie non vanno sottovalutate, spesso nascondono scorci molto interessanti e soprattutto insoliti. Purtroppo è vero che il poco tempo a disposizione è limitante e ci costringe in un certo senso a visitare solo il centro, ma bisogna trovare il tempo di visitare i centri più recenti, come le periferie.

Le periferie sono la stratificazione più nuova di un luogo e raccontano come una città ha reagito ai cambiamenti. Cerco sempre di visitare almeno un quartiere al di fuori dell’area più “turistica” perché sicuramente avrà qualcosa di insolito da offrirmi.

A Bruxelles ho fatto di tutto per allontanarmi dal centro, nonostante il poco tempo a disposizione e la pioggia. In compenso ho trovato delle installazioni molto interessanti e ho ammirato i più bei murales della città.

Murales in periferia. Bruxelles, Aprile 2018

3 – UN PASTO TIPICO

Il cibo è una componente importante della cultura del territorio, anche perché al pari dell’arte, in tutte le sue forme, è espressione delle influenze con altre culture.

Ovviamente non parlo solo di semplici portate, ma mi riferisco anche alle abitudini in cucina. Pranzare in Italia, seduti ad un tavolo ordinando antipasti, primo, secondo, dolce non è la stessa esperienza che pranzare in Spagna dove le tapas arrivano senza un ordine preciso ed è molto facile dover mangiare prima la carne e un attimo dopo una portata simile ad un antipasto.

I luoghi di ristoro hanno anche nomi ben precisi. L’Italia è il paese dei ristoranti, la Spagna dei tapas bar, la Germania dei pub e così via.

Il vero viaggiatore dovrebbero lasciare le proprie abitudini culinarie a casa e accogliere momentanee le nuove routine del posto che visita.

4 – UN DIALOGO CON LA GENTE DEL POSTO

Parlare con i locali e incontrare altri viaggiatori, scambiando qualche impressione ed esperienza, è una tappa fondamentale di ogni trasferta. All’arrivo in ostello cerco sempre di trarre informazioni dall’oste.

Le guide turistiche dovrebbero fungere da bussola iniziale, per ottimizzare il tempo e programmare il viaggio quando siamo ancora a casa. Ma una volta sul posto, le migliori guide diventano le persone, con i racconti del giorno e i consigli inaspettati.

5 – UNA VISITA GUIDATA

Prima di un viaggio mi è capitato spesso di leggere qualche cenno storico sulla meta, ma nulla è rimasto impresso nella mia memoria tanto quanto ciò che ho appreso successivamente visitando un museo o un sito archeologico.

Le immagini, miste ai rumori e agli odori, hanno un potere immenso sulla nostra memoria, perché hanno a che fare con l’esperienza diretta e personale. Mentre la lettura di contenuti nozionistici resta fine a se stessa.

Proprio per questi motivi l’approccio dei musei è cambiato radicalmente e, se fino a qualche anno fa, molte strutture presentavano semplicemente delle teche con qualche reperto archeologico, ultimamente si è compresa l’importanza di fornire ai visitatori dei percorsi sensoriali a 360 gradi.

Visita alle cantine Sandeman, con degustazione di Porto. Oporto, Agosto 2017

6 – UNA VISITA ALLE BOTTEGHE ARTIGIANE

I quartieri delle botteghe artigiane, al pari dei mercati, sono il fulcro dell’autenticità del posto.

L’artigianato è qualcosa da preservare e ammirare in ogni cultura, perché è la base del sapere industriale. L’oggetto prodotto artigianalmente conserva e conserverà sempre un valore che non potrà mai avere nessun oggetto industriale: l’unicità di una mano che pensa e produce.

A Marrakech, girando per i souk, ho visto le più belle botteghe artigiane, aperte ai visitatori, con la possibilità di acquistare oggetti appena fatti a mano.

7 – UN GIRO PER FESTIVAL O FIERE

La Feria a Malaga, l’Oktberfest a Monaco di Baviera, il St. Patrick’s Day a Dublino, sono solo alcuni dei più noti appuntamenti in Europa. Ogni luogo ha le sue ricorrenze e in quei periodi si concentrano tantissime attività da fare, che rendono l’esperienza del viaggio molto più coinvolgente.

Nonostante durante questi appuntamenti c’è un’alta concentrazione di “turismo”, il contatto con il posto si ottiene in maniera più rapida, quindi vale la pensa immergersi nel “caos” che si genera al momento.

8 – CAMMINARE, CAMMINARE, CAMMINARE

L’ultima attività è la mia preferita e l’unica che non manca mai in tutti i miei viaggi, anche quelli quotidiani, da casa al lavoro.

Camminare è il miglior modo di conoscere un luogo ed entrare in contatto con esso. Solo camminando respiriamo gli odori di un posto, ne sentiamo i rumori, osserviamo davvero. Passeggiando a piedi per le città, ma anche per i sentieri, abbiamo la possibilità di perderci e conoscere meglio quel luogo.

Erling Kagge ha dedicato a questo tema un intero libro, dal titolo Camminare, un gesto tanto semplice quando sovversivo. L’autore insegna una verità semplice: attraverso la fatica di un cammino si prende coscienza delle distanze e si entra realmente in contatto con gli spazi, naturali o urbani.

Cosa ne pensate del mio elenco? E quali sono le vostre attività in viaggio?

1 pensiero su “8 cose da fare in viaggio, per rendere l’esperienza autentica

  1. Condivido ogni cosa che hai delineato sugli otto punti che hai descritto….è come se una mia cellula fosse scappata dal mio corpo per possederti……

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