Anno nuovo, taccuino nuovo: affrontare la paura della pagina bianca.

Alzi la mano chi ha uno scaffale pieno di diari iniziati, ma lasciati a metà, e taccuini ancora nuovi.

È molto facile accumulare questo articolo di cartoleria in attesa del momento giusto. Pensiamo che prima o poi arriverà l’ispirazione e ci illudiamo che il momento perfetto sarà un viaggio da raccontare o una giornata straordinaria da ricordare. Solo dopo aver accumulato una gran quantità di taccuini ci rendiamo conto di aver rimandato troppo a lungo. Ci sentiamo sfiduciati e incapaci.

Volevo scrivere questo articolo da molto tempo, ma ho aspettato Gennaio perché è il periodo dell’anno dedicato ai buoni propositi e molti di noi acquistano in questo mese un nuovo journal, che sia un’agenda o un quaderno a pagine bianche.

Con questo breve articolo voglio augurarvi un buon 2021, quindi 365 pagine bianche davanti alle quali non avere paura, ma trovare un’opportunità di espressione e riflessione ogni giorno. 

La paura della pagina bianca è molto comune e rappresenta un blocco che nasce da aspettative troppo alte. Vogliamo avere subito pensieri poetici, disegni spettacolari, una bella grafia, ma la funzione di un taccuino è quella di sperimentare, provare, fallire e guardare i propri errori per migliorare. L’oggetto in carta rilegato, quello che riempie i nostri scaffali, è uno strumento di viaggio introspettivo, da guardare con orgoglio in ogni bellezza e orrore che ospita. 

Sulla base della mia esperienza personale (ho anche io qualche taccuino lasciato a metà) mi sento di condividere un paio di consigli che potrebbero sembrare banali, invece sono così semplici da sfuggirci.

SFOGLIARE UN SUPPORTO CHE CI PIACE.

Il primo consiglio è scegliere un supporto che ci piace davvero. Il taccuino è come un indumento, deve piacerci, raccontare qualcosa di noi, ma deve anche essere comodo per l’uso che ne faremo. Se quello che abbiamo tra le mani non è uno strumento che ci rappresenta (per formato, rilegatura o carta) allora non avremo mai lo stimolo di usarlo con costanza e finiremo per abbandonarlo molto presto. Il taccuino perfetto è come quel maglione che continuiamo a mettere nonostante sia bucato e infeltrito. Non lo daremmo via nemmeno al prossimo cambio stagione. 

TROVARE UNA PERSONALE MOTIVAZIONE.

Il secondo consiglio è usare il taccuino (o diario) per qualsiasi cosa, purché abbia un senso per noi e sia di supporto alla nostra vita. Non dobbiamo imitare nessuno, né seguire gli stimoli spesso invadenti delle pubblicità.

Le vie espressive su taccuino sono molteplici, dal disegno alla scrittura, passando per il collage. Capire in cosa può esserci utile un taccuino è un buon inizio per utilizzarlo con costanza, ma soprattutto trovare la tecnica più adatta.

Per esempio ho notato che mi piace tenere traccia dei luoghi che visito e delle esperienze che faccio, e uso il taccuino come un diario di viaggio. Ma quando sono in ufficio, lavorando in ambiente creativo, utilizzo un taccuino per tenere traccia dei progressi di un progetto, raccogliendo le idee che vengono man mano.

Il passo più difficile è sempre iniziare perché pensiamo al risultato finale, mentre il potere di un taccuino sta nel renderci partecipi al momento presente e dargli valore.

Inizio quest’anno con: un’agenda MOLESKINE formato large settimanale per l’ufficio, un taccuino A6 a pagine bianche che userò come Bullet Journal per attività extra lavorative, e un nuovo taccuino SMLTART con carta per acquerello, per sketch al volo in città.

Gennaio è quasi al termine, ma sono ancora in tempo per augurarvi un 2021 pieno di creatività!

“E non sforzarti di essere speciale, perché chi è speciale è sempre il più normale”.

Marta sui Tubi (dal testo Cristina)

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