Benvenuto 2020. 5 parole per l’anno nuovo.

La prima settimana del nuovo anno è volata, portando via quei giorni di ferie che attendevamo da Agosto. Mai come in questo periodo siamo ispirati a scrivere liste di nuovi buoni propositi, elenchi di città e Paesi da visitare, numeri da raggiungere e qualche brutto vizio da perdere. È come se esistesse una sveglia invisibile che riaccende in noi il bisogno di rimetterci a lavorare sulla nostra vita e sulle nostre aspirazioni. Eppure non esiste un tasto reset, il 1° giorno dell’anno siamo esattamente gli stessi che il giorno prima hanno divorato panettoni e dolci di ogni genere. Non a caso afferrando un’altra fetta di panettone ci promettiamo che inizieremo la dieta dopo la Befana. Ma molti quella dieta non la inizieranno mai.

Anche io per tanto tempo ho fatto lunghe liste di desideri per l’anno nuovo, ma il risultato è che le ho ignorate per tutto il corso dell’anno. Così, per evitare la frustrazione di non aver completato la to do list e per concentrarmi davvero sulla mia vita,  ho smesso di creare liste di cose da fare a favore di liste di parole su cui concentrarmi per tutto l’anno. A Natale i miei fratelli mi hanno regalato un’edizione limitata della Moleskine giornaliera Alice’s Adventures in Wonderland ) che ho scelto come compagna di crescita personale per questo 2020 e dove terrò traccia delle mie 5 parole per l’anno nuovo.

La prima parola è GRATITUDINE. Invece di concentrarmi sulle negatività, ho scelto una parola positiva su cui focalizzare i pensieri, una vera alleata per la serenità. Sulla mia Moleskine, quindi, ogni giorno terrò traccia di qualcosa per cui sono grata. Può trattarsi di un evento, di una persona o di qualcosa. Tenere un diario della gratitudine non è poi diverso dal tenere un semplice diario, ma mentre in un diario sfoghiamo anche pensieri negativi, in quello della gratitudine prevale il pensiero positivo.

Il tema della selezione dei pensieri introduce la seconda parola dell’anno: SEMPLIFICAZIONE. Viviamo in una società che ci vuole carichi, ricchi, che ci forma sull’avere di più, piuttosto che essere migliori. Quest’anno sceglierò la semplificazione perché, guardandomi intorno, vedo una libreria piena di libri che devo ancora leggere, un armadio che non ha bisogno di altro e abbastanza taccuini per i prossimi 365 giorni. Questa parola mi piace molto perché è attiva e allude ad una serie di azioni che appunto semplificano: tagliare, limitare, togliere.

Penso che ci sia un solo ingrediente per uscire da questo format che ci rende come ci vogliono e annebbia la vista sulle cattive abitudini: il CORAGGIO di accettare gli errori e di migliorarci. Questa è la terza parola che accompagnerà il mio anno, ed è il vero motore che dà la spinta ai sogni e che li premia. Il coraggio ci fa uscire dalla nostra comfort zone (dove non riconosciamo più le cattive abitudini) e apre gli occhi a nuove visioni. Senza il coraggio non c’è alcun CAMBIAMENTO: la mia quarta parola.

Non importa dove andrò, se dall’altra parte del mondo o nel borgo a 30 Km da casa, quello che conta sarà cambiare orizzonte, viaggiare con una nuova cartina e fare qualcosa che non ho mai fatto. Ogni volta che facciamo qualcosa di nuovo, con coscienza e attenzione, avviamo un cambiamento.

La quinta e ultima parola è PRESENTE ed è stata anche la parola del mio Natale 2019. Presente è chi da valore al qui è ora, chi racconta un viaggio o ne tiene traccia tramite un disegno. Perché solo così terrà custodia del passato e non avrà paura del futuro. Presente è chi non teme l’attesa e assapora ogni giorno come unico. Perché per ogni taccuino che si chiude, ce n’è un altro che si apre. Ogni pagina bianca è una nuova bellissima opportunità.

Gratitudine, semplificazione, coraggio, cambiamento, presente: queste sono le mie 5 parole che abbracceranno i 365 giorni del 2020. E voi su cosa focalizzerete la vostra attenzione quest’anno? Avete anche voi delle parole per l’anno nuovo?

“Voglio che ogni mattino sia per me un Capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno”.

Antonio Gramsci

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